vecchi progetti ritornano
Il giorno prima del mio ottavo compleanno mio padre mi disse:
“Figliolo, auguri.”
Era un uomo di poche parole.
Passarono molti anni prima che la mamma mi spiegasse qualcosa su di lui, quell’uomo strano e silenzioso che girava per casa e, a quanto pareva, a suo tempo era stato coinvolto in maniera determinante nella creazione di Me.
I miei ricordi su di lui sono piuttosto chiari ed univoci: Ascanio Dicente Pilates, più vecchio di me di 34 anni, 3 mesi e 17 giorni era un uomo piacente, robusto e tremendamente silenzioso; viveva in casa con me e mia madre che lo adorava senza riserva alcuna, e conduceva una vita regolare e scandita dai ritmi biologici e da quelli della polvere. Ogni pomeriggio si dedicava alle faccende domestiche –cosa piuttosto strana per un uomo di quell’epoca nel nostro Paese- mentre le sue mattinate erano dedicate a lunghe passeggiate tonificanti fra la periferia della città e le campagne, qualunque condizione meteorologica il buon Dio gli ponesse davanti. Usciva prima delle 8, mi accompagnava a scuola, poi partiva per le sue galoppate solitarie fra i colli per poi tornare a casa poco prima di pranzo. Camminava con passo insieme ritmico e contemplativo, quasi come se i suoi piedi muovessero ispirati da un valzer moderato.
La mia bella mamma invece era fiera di essere una delle prime donne lavoratrici. Faceva la segretaria in una grande azienda che produceva tappi ed altri oggetti in sughero. Per molto tempo fui persuaso che il buon andamento della ditta dipendesse in larga parte dall’operato accorto della mamma. Lavorava al mattino, tornava in tempo per preparare il pranzo e passava il pomeriggio a leggere o a giocare con me, lanciando di tanto in tanto un’occhiata amorevole al mio buon papà che si dilettava di caccia alla polvere.
ritratto in verde


una piccola prova in acrilico, per una serie che dovrò fare entro aprile.
(non chiedetemi chi sia la ragazza in questione: non la conosco,e forse non esiste nemmeno, l'importante é che sia un volto credibile).
texture
divertirsi a fare texture geometriche con Illustrator, secondo voi, é da considerarsi una malattia?
Ad ogni modo, mi piacerebbe appendere in casa una stampa gigante di uno di questi due pattern, o magari solo in nero.

Sto armeggiando per creare un nuovo blog su Blogger. Probabilmente lo dedicherò più strettamente all'illustrazione, mentre questo su CanalBlog sarà un po' più generico.
ecco l'indirizzo nuovo : http://ilariatraverso.blogspot.com/
Je suis en train de créer un nouveau blog, que sera consacrè à l'illustration. Voici le lien: http://ilariatraverso.blogspot.com/
I'm creating a new blog on Blogger. I'm gonna use it for the illustrated stuff, and keep this one on Canalblog more generically for "arts&crafts" :)
preparandosi per Parigi...
Fra una settimana parto per Parigi, vado al Salon de la presse jeunesse di Montreuil. Quindi sto sperimentando un po' di cose nuove, per portarmi qualcosa di bello e interessante. Nel frattempo lavoricchio per lo studio grafico Anikibobo.
Il mio amico Tavo mi ha prestato la sua BrushPen, e oggi l'ho debitamente caricata e provata. Non sono granchè abituata a diesgnare col pennello, ma mi piace :) la comprerò!
(e grazie ad Alice per la correzione. Avevo scritto BushPen, che poteva essere imbarazzante)

E' veramente troppo che non posto nulla, ecco un paio di immagini, tanto per testimoniare che non sono in coma.
Here are a couple of images, just for showing I'm still alive&fighting.

Ilaria goes kawaii
Di sicuro la festa di Halloween é piuttosto estranea alla nostra cultura, ma se decidi di festeggiarla, e se vuoi travestirti, hai almeno un paio di opzioni: fregartene e improvvisare qualcosa di veloce (vedi un mio amico che é andato ad una festa vestito normalmente con un pezzo di corda legato al collo a mo' di impiccagione), oppure dedicare un sacco di tempo e/o denaro per comprare (o realizzare) IL costume. Ovviamente IO mi sono data all'ultima possibilità, ma in ritardo.
Non sono riuscita ad andare alla festa, ma mi sono comunque imposta di finire il costume, perciò desso dispongo di una soddisfacente mise che chiamerei "Little Red Hood goes Gothic" (con un buon anticipo sull' Halloween dell'anno prossimo); inoltre il cucito é diventato un po' un trip. Quindi al momento possiedo ben due astucci nuovi per i colori, un vestito nuovo (a misura di bambola), ho dato un po' di giro di filo a svariati bottoni e stasera volevo provare a fare un pelouche. Ed é venuto fuori LUI!

Lo adoro. Se vi state chiedendo cosa sia: é un mix fra un fantasmino e un polipetto con un'espressione da foca! Cosa volere di più?
L'unico problema é che non ha ancora un nome. Suggerimenti?
Nel frattempo, buonanotte :)
serata fauve
Ogni tanto ho un bisogno primitivo di colore, di impugnare il pennello come fosse un pugnale e di colorare come se non ci fosse un domani; é un processo di liberazione della forma+colore dal suo involucro tangibile, con cui si può arrivare alla pura forma geometrica (vedi Kandjinskji). Mi ci vuole un po' per arrivarci, e comunque qui (per ora) posto immagini riconducibili al mondo illustrato; a questo proposito mi interessa riuscire a raggiungere uno stato di quiete che mi permetta di disegnare come una bambina (pensate un po', mi ci vogliono 8 anni di studi artistici per arrivarci). Per ora è un processo in corso, chiamiamolo il trip della serata (ebbene sì, sabato sera e non esco per restare a colorare).


(to be continued...)
Promessa mantenuta
ho ricominciato ad usare la china su carta bagnata, e in particolare la china giappa che mi ha regalato Adriano (vedi questo post). voilà il risultato.
Mi ricorda un po' i paesaggi giapponesi, un po' i graffiti paleolitici, un po' Javier Zabala (senza pretesa di paragonarmi a lui eh! Nel link, alcune sue opere raccolte all'interno del blog di Zizì Collective) (a proposito, sono bravissimissime le Zizì! ragazzizì!)
Ditemi cosa ne pensate. :)

e un altro:

e un altro ancora:

ma ora basta!
le grandi-piccole delusioni
Ho scoperto stamattina di non essere stata selezionata al concorso Tapirulan.
Mi dispiace molto, ma sono tuttora convinta, senza falsa modestia, che la mia illustrazione meritasse tranquillamente di entrare fra le 28 del catalogo. Pazienza :) Si vede che io e i signori giurati abbiamo gusti diversi.
Qui i 12 che entreranno nel calendario, mentre qui i selezionati per il catalogo. Personalmente mi piacciono molto quelle di (presi in ordine alfabetico) Fereshteh Najafi, Tomas Ives, Andrea Mongia, Daniela Volpari, João Vaz de carvalho, Noemi Gambini. Complimenti a loro e a tutti gli altri selezionati!
Ad ogni modo, é veramente troppo tempo che non posto nulla, ecco quindi qualcosina di nuovo.
Petro Lio
Un mio amico che abita nel golfo del Messico ha visto Petro, anzi ne é stato sommerso!
E' arrabbiatissimo, e sarebbe disposto a pagare tutte le monete del campo dei miracoli pur di vederlo in galera!
Eccolo qui:
Tutto ciò per un blog, Petro Lio, creato dal braverrimo Simone Rea, dove si possono trovare immagini di vari illustratori che ritraggono Petro Lio, residente in Messico, ad oggi disperso; oppure personaggi ed animali che -sventura loro- l'hanno incontrato sulla loro strada.
Due vite
Per una volta, niente immagini.
Era il mio migliore amico. Era alto e più muscoloso di noialtri; inetto a scuola ma una calamita per le ragazze. Crescemmo insieme, giocando a pallone su campi polverosi.
Lo salutai in un pomeriggio acrilico, e credevo che sarebbe stata l'ultima volta. Indossava una camicia rossa a quadri ed una faccia seria, mi disse "io parto."
Gli dissi fa' buon viaggio, lui rispose "lo farò."
Passarono altri anni, un tempo che fu pieno di cose e vuoto di pensieri.
Mi ero innamorato tre volte e tre volte ne avevo sofferto, così come succede nelle migliori storie d'amore. E fu in una notte chiara e bella, mentre pensavo ai capelli dorati di lei, e le onde del porto scivolavano piano sotto la mia barca, e scappavo dalla polvere e dagli amori, fu allora che il mio caro amico tornò vicino a me, nuotando nel mare di notte. Non aveva più lo zaino, ma portava addosso molte altre cose, nuove e vecchie.
"Quante storie ti potrei raccontare amico mio, quanti paesi ho visto ma tu non mi crederesti, forse.
E anche se non ti credessi, risposi, che importanza avrebbe? Lasciati guardare amico, lasciami vedere i segni che hai addosso. Che cosa ti sei portato dietro?
Presi la sua camicia a quadri, la volli usare come una vela, e il vento si alzò inaspettato. Vedemmo la nostra città allontanarsi, e io risi! Lasciavo i campi dorati e i capelli polverosi, ma che importava?
E l'amico mio caro piangeva, ma che importava?
Festa Edicolors a Padova!
Festa Edicolors ieri a Padova!
Eravamo all'interno della libreria Lovat, una libreria SCONFINATA e fighissima.
E' stato interessante, divertente, faticoso. Abbiamo parlato (ebbene sì, pure io ho dovuto sputacchiare nel microfono), ascoltato Livio Sossi, ho conosciuto i cari Edicolleghi, montato quadri, disegnato, fatto fotografie, affrontato orde di giornalisti e fan adoranti, mangiato e bevuto con gran gaudio.
Ho approfittato della cosa per fermarmi un giorno in più e fare un giro nella città, che mi é piaciuta un sacco! ..."ma questa é un'altra storia".
voilà due o tre foto dell'evento:
Ah, ho appena imparato a fare le parole-link e sono molto felice.
Salut
foreste - in the woods
un po' di esercizi, diciamo sfoghi ad acrilico :)
exercitations, acrylique et charcoal.

















